Senza coda

Copertina del libro con l'immagine di un bambino da spia da uno spiraglio della porta
Senza coda / Marco Missiroli – Fanucci, 2005

Pietro vive con i genitori nella grande villa di famiglia. E’ estate e Pietro trascorre molto tempo in giardino ad esercitare la sua passione: cacciare le lucertole per staccargli la coda. Il padre, che alterna momenti di tenerezza a sfoghi violenti, incutendo in Pietro un timore reverenziale, non può lasciare mai la propria abitazione per problemi con la giustizia legati alla sua attività di malavitoso. Si serve dunque del figlio per recapitare al suo “collega” Carmine delle strane lettere sigillate.
Pietro, che con il suo amico Luigi e con l’aiuto del padre di quest’ultimo va a consegnare le lettere, comincia a porsi delle domande: cosa contengono le lettere? Perchè non le consegna direttamente suo padre? Da qui comincia per Pietro la scoperta di un mondo nuovo, fatto di violenza, paura, ingiustizia, morte. Pietro si trova improvvisamente a dover crescere e ad affrontare scelte importanti che condizioneranno la sua vita.

Il libro contrappone la descrizione di un mondo caldo, luminoso, dove un bambino vive la sua infanzia in un giardino quasi fatato e una realtà cruda e violenta che si cela all’interno di una casa buia, dove un padre padrone detta la sua legge. Il protagonista, dai giochi e dai sogni dell’infanzia, si trova rapidamente a fare i conti con l’orrore della realtà che lo circonda. Il libro è permeato di tensione e di suspance fino alla fine.

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