Tutta un’altra musica in casa Buz

Copertina del libro con l'immagine di una ragazzina sorridente con il velo che guarda verso l'obbiettivo
Tutta un’altra musica in casa Buz / Lucia Vastano – Salani 2005

Rubinia ha 16 anni e vive in un campo profughi afghano in Pakistan. Il campo non è fatto di tende o baracche, perché i suoi abitanti negli anni si sono organizzati: ci sono case di fango e case di mattoni, presidi medici, scuole, cinema e bazar. Grazie al lavoro del padre, ingegnere che collabora con il governo pakistano, la famiglia Buz può godere di certe comodità: televisore, lettore dvd, internet, elettrodomestici per la cucina e il bagno con un armadietto pieno di profumi e cosmetici. Rubinia e i suoi fratelli vanno a scuola, navigano in internet e fanno progetti per il futuro.
Ben presto però alcuni avvenimenti turbano la loro quiete famigliare: Alia, la sorella minore, viene colpita da crisi epilettiche, da tutti considerate un flagello divino. Il padre si rivolge per un consiglio ai mullah e dopo infusi ed esorcismi, viene esortato a lasciare il campo per tornare a Kabul in cerca di purificazione.
Rubinia a questo punto deve ricominciare da capo, in un posto nuovo, rinunciando a molte comodità e imparando a fare i conti con una società che impone il burqua e impedisce alle donne di istruirsi. Rubinia però non si perde d’animo e coraggiosamente continua a lottare per poter scegliere il proprio futuro.

Il libro si ispira ad una storia vera. Attraverso gli occhi di questa adolescente “come tanti” veniamo in contatto con i luoghi della guerra, la vita dei profughi e la cultura islamica.

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