Miliardi di tappeti di capelli

Copertina del libro con l'immagine di una forma che richiama un viso umana dalla quale fuoriescono cavi come fossero capelli
Miliardi di tappeti di capelli / Andreas Eschbach – Fanucci, 2006

In una galassia sperduta, su un pianeta lontano, gli uomini tessono grandi tappeti usando i più delicati fili che le trame possano sopportare: i capelli delle proprie mogli, figlie e concubine. Il lavoro è molto complesso; i tessitori riescono a portare a termine nel corso di una vita un solo tappeto, frutto di diversi decenni di lavoro ininterrotto. Prima di morire i tessitori vendono il tappeto ai Mercanti che viaggiano nello spazio per acquistare migliaia di tappeti di capelli che servono ad adornare il palazzo imperiale. Con i soldi ricavati dalla vendita il tessitore permetterà a suo figlio di mantenersi fino a che non è pronto il suo tappeto, e così via di generazione in generazione.
Sul pianeta però si ha notizia di un’improvvisa rivolta che ha detronizzato l’imperatore; i ribelli scoprono l’esistenza dei dimenticati tessitori di tappeti di capelli, nei quali tuttavia si nasconde un terribile segreto, inimmaginabile.

Il romanzo non è costruito a capitoli ma a racconti, non ordinati cronologicamente e soprattutto non collegati tra loro per tema. Scrittura essenziale, acerba, dialoghi ridotti all’osso. Questo è un romanzo strano, senza protagonisti, senza una vera e propria trama, in cui ogni capitolo è un quadro o una tessera di mosaico. E’ una storia che ruota attorno a un’idea, a un mistero: a cosa servono questi tappeti? Il finale è sorprendente, spiazzante.

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