Te la sei cercata

Te la sei cercata / Louise O’Neill – Hot spot, 2018

Emma ha 18 anni, è bella e popolare. Una sera, partecipando ad una delle abituali feste alle quali presenzia, esagera con l’alcol e assume a sua insaputa droga. Si risveglia il mattino successivo sulla soglia di casa con una grave insolazione, intontita e piena di lividi. Dopo poche ore appaiono sul web immagini che la ritraggono in pose oscene insieme ad alcuni ragazzi, ma tutto quello che riesce a ricordare è di aver avuto un solo rapporto consenziente con un coetaneo.

Mentre un’insegnante l’aiuta a comprendere che è stata stuprata, lei diventa “Easy Emma”, la ragazza che con i suoi atteggiamenti disinvolti verso l’altro sesso “se l’è cercata”. La famiglia, travolta dallo scandalo amplificato dai media, sembra poco propensa a sostenere una denuncia e il processo. Emma, isolata da tutti, sprofonda così in un baratro di angoscia e depressione: la decisione da prendere per avere giustizia spetta solo a lei.

La storia di Emma provoca sgomento e rabbia. Difficile condividere la scelta dell’autrice con il finale che ci propone, per quanto abbia descritto con grande efficacia gli stati d’animo della protagonista e la negatività dei pregiudizi che spesso ruotano intorno a queste tragiche vicende.
Il merito di aver affrontato in modo aperto e realistico la tematica della violenza sessuale tuttavia non basta quando si vorrebbe che le vittime di tali atti venissero sempre sostenute e aiutate a portare avanti una battaglia per condannare i colpevoli.


E allora so che sarà impossibile fermare tutto questo: ormai non posso più fermarlo. Il tremendo dolore di questa consapevolezza mi piega in due, non sento niente, solo i singhiozzi che mi squassano il corpo e un caldo rovente che mi sale dietro agli occhi, e comincio a ondeggiare avanti e indietro. Un dolore senza fondo. Un buco nero, Uno spazio nero. In cui cado, cado, cado.

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