Gli effetti secondari dei sogni

Copertina del libro con una ragazza intenta a sfogliare un libro
Gli effetti secondari dei sogni / Delphine de Vigan – Mondadori, 2008

Mentre è alla stazione ad osservare le persone che si salutano per separarsi o si ritrovano dopo essere state lontane, Lou incontra la giovane No, pallida e magrissima, in cerca di sigarette e qualche soldo per mangiare. Tra le due si instaura immediatamente un legame forte, tant’è che per la prima volta Lou si sente davvero in comunicazione con qualcuno. Da allora gli incontri si susseguono, anche perché Lou, alle prese con una relazione orale per la scuola, ha scelto di parlare proprio dei senzatetto. No è diffidente, all’inizio molto chiusa, ma pian piano si apre all’amica, le racconta la sua storia le descrive la vita per strada. Lou si affeziona a No e decide che le cose devono essere diverse, anche se è complicato e ci si deve scontrare con le convenzioni e le regole della società.

Tutti i protagonisti del libro sono ragazzi “diversi”, a loro modo soli e segnati da eventi tragici. Dall’incontro di queste solitudini nasce una storia drammatica, che ci fa riflettere su cosa è giusto o sbagliato e su quanto la possibilità di cambiamento è davvero nelle nostre mani.

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