On the come up

On the come up / Angie Thomas – Rizzoli, 2019

Brianna, per tutti “Bri”, è la figlia di una leggenda dell’hip hop underground newyorkese. Ha sedici anni, vive con la madre ex tossicodipendente e il fratello maggiore, il padre è morto in un regolamento di conti tra bande quando lei era piccola. Per volere della madre, che non vuole che la figlia cresca in un ambiente pesantemente influenzato dalla rivalità tra le opposte fazioni di afroamericani, non frequenta la scuola del quartiere di Garden Heights, ma assieme ai suoi migliori amici Sonny e Malik si reca ogni giorno in un istituto situato in una zona ricca della città.
La sua più grande passione è l’hip hop, e farebbe di tutto per sfondare: aiutata dalla zia materna, riesce a partecipare a un contest molto popolare che in qualche modo potrebbe spalancarle le porte della popolarità e del successo. Per diventare famosa, però, sembra che l’unico modo di presentarsi al pubblico sia quello di assecondare la gente lasciando credere di essere una “cattiva ragazza”. È un prezzo alto da pagare, ma Bri è decisa a tutto per aiutare la famiglia, soprattutto quando la madre resta senza lavoro, viene tagliata la corrente in casa, la zia viene arrestata per una faccenda di droga e risulta sempre più difficile mettere in tavola il cibo.

Un romanzo potente, carico di energia e vitalità. La sconfinata passione della protagonista per la musica, l’amore sconfinato per la propria famiglia, il desiderio di giustizia e di rivalsa: tutto è visto con gli occhi sinceri di una ragazzina. Con un ritmo incalzante e coinvolgente, e personaggi veri e credibili, il libro affronta argomenti importanti in maniera credibile.

Quando avevo circa otto anni, i nonni portarono me e Trey allo zoo. C’era questa famiglia che camminava al nostro stesso passoe a ogni vetrata vedevo i due bimbi che cercavano di far fare agli animali quel che volevano. Gli animali non volevano ubbidire, ovviamente, ma ricordo che ero dispiaciutissima per loro. Doveva essere terribile trovarsi davanti della gente che ti guarda con la faccia da scema e ti chiede di farla divertire a suo piacimento.
D’un tratto sono un animale in mostra e c’è una stanza piena di gente che si aspetta che la faccia divertire. Devo dire quel che vogliono che dica. Essere ciò che vogliono che sia.
E sapete quel è il peggio? Che lo faccio.

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