L’ultima gru di carta

L’ultima gru di carta / Kerry Drewery – Rizzoli, 2020

 

Mizuki raccoglie la testimonianza del nonno Ichiro sullo scoppio della bomba a Hiroshima. Ichiro era un giovane di 18 anni che si trovava in compagnia dell’amico Hiro quando lo scoppio li ha investiti nell’agosto del ’45. Erano a casa di Ichiro, in camera a parlare di tutto e di niente. Quando la forte luce li ha investiti, il fragore e il calore sono passati in secondo piano. I vestiti si sono polverizzati sulla loro pelle, i corpi si sono fortemente ustionati. Dopo un primo momento di spiazzamento hanno dovuto organizzare le ricerche delle proprie mamme e della sorellina di Hiro. La piccola Keiko durante lo scoppio si trovava all’asilo. Dopo quelche ora di ricerca la trovano in un parco e cercano di portarla in salvo ma i loro corpi sono sfiniti e non tutto va come vorrebbero che andasse.
Il rimorso e il ricordo condizionerà la vita di Ichiro. Lui stesso non si perdonerà mai per le scelte fatte e non accetterà la comprensione della famiglia.

Si tratta di un romanzo anomalo, per forma e struttura. Le vicende ambientate nel 2018 sono scritte in versi, quelle ambientate nel 1945 sono scritte in prosa e riccamente illustrate dal disegnatore Natsko Seki. All’interno di cerchi arancioni sono state impresse delle frasi, poetiche e quasi filosofiche.

Nella parte finale del libro ci sono le spiegazioni dettagliate su come piegare una gru di carta con la tecnica dell’origami.


Una luce piccolissima è sufficiente a guidarti fuori dall’oscurità.

 

Prenotalo in biblioteca

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