Terrestre

copertina del libro con il viso di una ragazza in primo piano
Terrestre: da qualche parte c’è un altro mondo, quello vero / Jean-Claude Mourlevat – Rizzoli, 2012

Anne non ha più visto la sorella Gabrielle dal giorno del suo matrimonio, quando tra le lacrime l’ha guardata allontanarsi in auto con l’ambiguo marito: i due sono semplicemente spariti nel nulla, senza lasciare la minima traccia.
Grande è la sorpresa di Anne, allora, quando una sera intercetta una richiesta di aiuto da parte di Gabrielle attraverso la radio che sta ascoltando.
La ragazza parte alla ricerca della sorella scomparsa e scopre così l’esistenza di un mondo parallelo, nel quale le persone non respirano, non si scambiano contatti fisici, non hanno sentimenti e i più ignorano l’esistenza dei terrestri. E dove ci sono esseri ibridi, nati dagli uomini del posto e dalle donne umane che sono state rapite nel corso degli anni.
Tra di loro c’è Bran, il più umano tra gli ibridi: andare sulla Terra per lui era stato come tornare a casa. E quando quella ragazza terrestre che l’aveva così colpito un anno prima riappare nel suo mondo, prende una decisione…

L’invenzione di un mondo parallelo silenzioso, ordinato, ipertecnologico ma freddo, asettico, pare pensata per far riflettere sulla bellezza e l’importanza di cose semplici – ma che ci caratterizzano in quanto “umani” – come il respiro, la risata, le lacrime: per guardare con occhi diversi la nostra esistenza “terrestre” e i suoi aspetti più ordinari.

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