Bunker diary

Copertina el libro con l'immagine di una figura inginocchiate per terra di fronte ad un alto muro
Bunker diary / Kevin Brooks – Piemme, 2015

Sei sconosciuti si trovano imprigionati in un bunker senza nessuna possibilità di uscita. In apparenza non c’è nulla che li accomuna: hanno storie e provenienze diverse, come differenti sono le età. Sono stati tutti rapiti in momenti e con modalità differenti, e le descrizioni che forniscono del loro rapitore sono discordi. E soprattutto nessuno riesce a capire quali sono le motivazioni del loro sequestro.
Mentre le dinamiche che si formano all’interno dell’eterogeneo gruppo vengono osservate con occhio rapace dal loro carceriere tramite una serie di telecamere piazzate in punti strategici della prigione, con il lento passare dei giorni le speranze di essere trovati e tratti in salvo si fanno per tutti sempre più labili…

Dalle pagine del diario di Linus, in un crescendo di orrore e violenza, Kevin Brooks dimostra ancora una volta le sue straordinarie doti di narratore trascinandoci tra le pagine di un’opera claustrofobica dalla terribile violenza psicologica.

“Quattro ore di caldo soffocante e subito dopo quattro ore di gelo polare. Poi di nuovo caldo, poi freddo, caldo, freddo… Poi un altro rumore da spaccare il cranio. Ancora niente da mangiare. Non possiamo fare altro che sopportare. Sopportare. Ripiegarci dentro la testa, cercare di spegnere i sensi, aspettare.”

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