Black boys

Black boys / Gabriele Clima – Feltrinelli, 2020

Alex ha sedici anni e un solo pensiero fisso: trovare il “nero” che ha ucciso suo padre. Ed è per questo motivo che entrerà a far parte dei Black Boys, gruppo violento di matrice razzista. Alex venderà l’anima al diavolo per questa ricerca, stravolgerà la propria vita e il proprio rapporto con la madre per poter raggiungere il suo scopo.
Le azioni portate avanti dal gruppo mandano un uomo all’ospedale e da quel momento Alex cerca di fuggire dalla situazione in cui si è cacciato, ma il capo del gruppo fa pressione per farlo rientrare minacciandolo in diversi modi.

Un romanzo crudo, violento ma al contempo delicatissimo nel narrare la tragedia vissuta dalla famiglia, nel raccontare il rapporto di affetto tra Alex e la madre, nel raccontare la vita di una donna che ha perso il marito e rischia di perdere il figlio.

La trama corre velocissima perché la spirale di violenza e odio in cui Alex cade non danno un minuto di tregua. Finale con un paio di colpi di scena ben assestati.


“Alessandro. E questo nome lo hai scelto da solo?”
“Da solo?”
“Te lo hanno dato i tuoi, immagino.”
Non risposi.
“E dunque, Alex, quanto c’è di tuo dentro il tuo nome, e quanto c’è dei tuoi? Se ci pensi, tutto quello che farai nella vita parte da questo, da un nome, da qualcosa che ti ha dato qualcun altro. E che ti definisce molto più di quanto immagini.”

 

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