Ti prendo e ti porto via

Copertina del libro con delle immagini astratte nei toni del rosso e del giallo
Ti prendo e ti porto via / Niccolò Ammaniti – Mondadori, 1999

Il racconto ha inizio con la scoperta della bocciatura di Pietro e prosegue con il racconto dell’anno scolastico appena trascorso. Pietro, con tutti i problemi della sua famiglia, può confidarsi solo con Gloria. La loro non è una amicizia nata sui banchi di scuola; risale a quando la madre di Pietro faceva le pulizie a casa di Gloria. Se inizialmente Pietro è un po’ il giocattolo della coetanea, col passare del tempo diventa un vero amico, compagno di avventure e di scoperte. Il loro è un sentimento sincero, forse addirittura un amore in erba. Tra loro la differenza di classe è talmente evidente che a scuola Pietro suscita le invidie dei piccoli teppisti di cui spesso è succube. Gloria è mortificata per la bocciatura di Pietro ed essendo solidale con lui cerca di aiutarlo a superare il momento e a realizzare una piccola vendetta. A questa storia d’amicizia e amore si lega quella tra Graziano e Flora, due persone che apparentemente non hanno nulla in comune. Graziano, dopo anni di vita sregolata, torna a Ischiano Scalo e si innamora della professoressa Palmieri. Graziano è per Flora una possibilità di salvezza, l’uomo con cui cominciare finalmente a vivere; e Flora è per Graziano l’ultima possibilità di redenzione.

Ammaniti è abilissimo nel creare storie parallele che poi si ricongiungono per comporre il quadro finale e a far entrare i personaggi nel vivo della storia già iniziata. La narrazione risulta ben congeniata e avvincente. L’autore conosce alla perfezione la forza dell’orrore quotidiano che da sempre supera anche la più strana fantasia e riesce a catturare gli aspetti più grotteschi, più comici e più inquietanti della realtà. Il romanzo è soprattutto una grande storia d’amore e di formazione.

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