Neverworld

Neverworld / Marisha Pessl – Mondadori, 2019

Beatrice, in lutto da un anno per la morte del suo ragazzo storico, Jim, vive la sua vita fatta di routine e di quotidianità. Un giorno arriva per lei l’occasione di rivedere i suoi vecchi amici, quelli con cui prima della scomparsa di Jim era inseparabile, quelli che forse sanno cos’è successo alla cava quella notte in cui lui ha perso la vita. Ed è con loro che Beatrice resta coinvolta in un incidente d’auto. Quando lei e i suoi amici si risvegliano, la loro realtà non è più la nostra realtà, sono tutti sospesi tra la vita e la morte nel Neverworld, una piega del tempo che dura un secondo per noi… ma anni per loro.

Un romanzo strano, onirico e a tratti assurdo, che nasconde molto più di quello che sembra.


Lo guardavo e pensavo che in realtà non vediamo mai davvero gli altri. La memoria si rivela una lavoratrice pigra, che punta a fare il minimo sforzo possibile. Quando una persona è viva e ce l’hai sempre intorno, non si prende la briga di registrare tutti i dettagli; e quando muore, ti fotocopia lo stesso ricordo un milione di volte, così che i dettagli si perdono: le lentiggini, il sorriso malizioso, le rughe intorno agli occhi.

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