Mi chiamo Chuck

la copertina del libro con il titolo
Mi chiamo Chuck: ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo / Aaron Karo
Giunti, 2012

Di aver qualche “piccola” mania, Charles, detto Chuck, ne è ben consapevole: d’altra parte, lavarsi in continuazione le mani, controllare continuamente le piastre del gas, o girare ogni giorno la combinazione dell’armadietto di scuola quattordici volte, pena qualcosa di brutto, non sono esattamente cose che fanno tutti i normali adolescenti.
Il suo unico amico è un cervellone appassionato di videogiochi, che millanta di aver “quasi” fatto sesso l’anno prima in vacanza, le sorella più piccola è molto più popolare di lui a scuola (e non gli ha nemmeno concesso l’amicizia su Facebook) e a complicare le cose i suoi genitori hanno deciso che le sue ossessioni necessitano dell’intervento di una psicologa.
Per comunicare al mondo i suoi stati d’animo, poi, Chuck ha un metodo tutto particolare: le converse all star, ne possiede decine di paia, tutte in tinta unita. E a tutte è abbinato un particolare umore

Un romanzo dalla esilarante autoironia. E’ impossibile non ridere delle situazioni in cui si viene a trovare “il nostro”, con la consapevolezza, però, di quanto deve essere difficile per una persona gestire un disturbo del genere.

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