La regola dei pesci

Copertina del libro con l'immagine di 4 figure riprese dall'alto
La regola dei pesci / Giorgio Scianna – Einaudi, 2017

 

Roberto, Ivan, Lorenzo e Anto sono quattro compagni di classe diciottenni. Dopo una vacanza a Kos, in Grecia, il 22 luglio fanno perdere le loro tracce. Nessuno sa più nulla di loro, non hanno lasciato nulla di scritto, non hanno postato nulla su Facebook, gli altri compagni di classe, una quinta liceo, non hanno idea di dove possano essere finiti. Delle indagini se ne occupa un funzionario del Ministero degli Esteri. Quando tutti brancolano nel buoi, il ritorno a casa improvviso di uno di loro ridà speranza a genitori e investigatori, ma per non tradire la fiducia degli amici il giovane, visibilmente scosso, si chiude in un mutismo impenetrabile.

La narrazione “a due voci”, quella di Lorenzo che fa ritorno a casa e descrive ciò che è successo, e quella degli adulti, e lo stile semplice ma incalzante del libro sono efficaci nell’accrescere nel lettore l’angoscia per il destino dei quattro amici. Taluni circostanze paiono inverosimili, eppure la storia non ne risente; il ritmo è incalzante fino al finale, dove viene sciolto l’enigma sul destino dei ragazzi.

“Non abbiamo fatto altro che gli scemi, come centinaia di ragazzi, ma per noi quattro era diverso. Tutto era mitico, assoluto e calmo al tempo stesso. Eravamo un corpo solo.”

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