Kill all enemies

Copertina del libro con l'immagine di una ragazza ripresa di profilo mentre si abbassa la maglia sul collo
Kill all enemies / Melvin Burgess – Mondadori, 2013

Billie, Chris e Rob: tre adolescenti affetti da un disagio che ha differenti cause, ma accomunati dalla medesima difficoltà esistenziale. Billie ha dietro le spalle una famiglia disgregata, con una madre affetta da alcolismo che ha preferito affidarla ai servizi sociali. Fare a botte è la cosa che le viene più naturale. Chris ha due genitori molto presenti, ma in modo per lui soffocante. Mente costantemente per evitare ogni impegno e si lascia coinvolgere in atti di bullismo. Rob ha una fragilità grande tanto quanto il suo peso. Non crede in sé stesso e si lascia picchiare dal patrigno e dai compagni senza trovare il coraggio di ribellarsi. Le storie dei tre ragazzi si incrociano, perché ciascuno a modo suo desidera “uccidere tutti i nemici”

Una storia dura e tagliente, che mostra senza sconti il limite estremo che è purtroppo facile raggiungere quando si è allo sbando. Ma puntare il dito o condannare non è quanto può aiutare a risolvere.

“Ti tolgono i lacci delle scarpe e la cintura prima di chiuderti dentro, così non puoi impiccarti. La cella è una scatola sigillata. Niente finestre. La porta è spessa quanto una gamba. D’acciaio massiccio. Quando si chiude è come se il resto del mondo scomparisse.” Kill All Enemies /  Melvin Burgess

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