Io sono la neve

Copertina del libro con l'immagine di una ragazza ripreso da lontano mentre corre verso un bosco innevato
Io sono la neve / Elizabeth Laban – Rizzoli, 2014

Per gli alunni della prestigiosa Irving School il nuovo anno scolastico è cominciato. Come da tradizione gli allievi dell’ultimo anno prendono possesso delle stanze loro assegnate, dentro le quali troveranno qualcosa che lo studente che l’ha occupato per ultimo ha lasciato in eredità. Inquieto fin dalle prime ore della giornata, Duncan si vede assegnare la stanza che era stata di Tim, uno strano ragazzo albino che l’anno precedente era arrivato a metà semestre ed era stato, qualche mese più tardi, vittima di un incidente. Duncan scopre presto che ciò che Tim gli ha lasciato sono una serie di cd audio sui quali il giovane ha registrato la storia di ciò che successe dal momento del suo arrivo alla Irving, partendo dall’incontro avuto in aeroporto con la bellissima Vanessa, e proseguendo con la serie di coincidenze che portarono ai drammatici fatti di quel giorno nel bosco intorno alla scuola…

La voce di Tim ci accompagna nel racconto di un’esistenza (la sua) vissuta da sempre da diverso, da escluso. La scelta di isolarsi il più possibile per cercare di eludere l’attenzione morbosa di cui è costantemente oggetto cessa improvvisamente nel momento in cui conosce Vanessa, e nasce la speranza di essere trattato finalmente da persona normale. Ma fin dalle prime pagine, il romanzo lascia intuire la tragedia…

“E’ importante che tu sappia come sono andate esattamente le cose e perché. Qualcuno deve saperlo, qualcuno deve essere in grado di trarne profitto e non ripetere i miei stessi errori.”

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